Gomorra

3 mesi ago

stampa pistola 3d

Gomorra, quinta puntata della seconda stagione. Parte il prologo, nell’oscurità di un piccolo laboratorio casalingo, un meticoloso artigiano armeggia con il software cura e una stampante 3d, presumibilmente una Prusa. Sullo schermo e poi lentamente sul piatto, emergono i pezzi di una piccola arma da fuoco. Dopo il controllo qualità con un calibro di precisione i pezzi vengono inviati al protagonista della serie, che userà la pistola stampata in materiale plastico per superare i controlli aeroportuali. Quanto c’è di vero e di finzione in questa scena? Iniziamo con il confermare che la pistola stampata nella puntata di Gomorra è reale, si chiama “liberator” e i file per la stampa, che consistono in 15 pezzi più un pezzo da reperire in ferramenta, sono disponibili in rete.Il suo ideatore, Cody Wilson, Texano, ha scelto di condividere liberamente on-line il modello della sua creazione. Inizialmente il governo degli Stati Uniti aveva provato a bloccare i file disponibili, ma di recente il venticinquenne Cody ha avuto ragione e il suo progetto ha raggiunto le 100 mila condivisioni.

Bisogna preoccuparsi per il futuro?

Non proprio. In teoria ogni terrorista o invasato si può stampare un’arma non registrata, facilmente occultabile e non rilevabile dai  normali controlli. Nella pratica ci sono da fare alcune considerazioni. Un’arma in plastica ha prestazioni molto limitate. Può sparare un solo colpo e si tratta di proiettili calibro 380, il minimo considerato per armi da difesa, un calibro che difficilmente è letale, bisogna mirare esattamente agli organi vitali e, avendo a disposizione un solo colpo, possiamo considerarla più una pistola utile a ferire piuttosto che ad uccidere. Anche nel caso di un colpo sparato all’interno della cabina di un aereo, un calibro così piccolo produrrebbe solo un piccolo foro che sarebbe compensato dai sistemi di pressurizzazione. Poche preoccupazioni quindi se liberator fosse stampata da un terrorista.

Una singola persona o una fazione, potrebbero stampare un piccolo arsenale di ghost guns?

Anche in questo caso, la teoria e la pratica non concordano. è vero che si potrebbe realizzare un laboratorio fornito di una serie di macchine 3D, addirittura con la possibilità di stampare metallo o materiali compositi ad alte prestazioni. Ma nella realtà questi processi sono molto lenti e costosi, adatti più alla produzione di prototipi o al limite di parti di modifica delle armi. Se facciamo un bilancio dei costi e del tempo, diventa molto più veloce e conveniente rifornirsi al mercato nero.

La stampa di parti metalliche funzionali sarà quindi relegata solo alla produzione di  costosi prototipi?

Con il tempo, stampare metallo diventerà sempre più semplice ed economico, Metal desk, HP, per fare due nomi, stanno immettendo sul mercato macchine per la stampa 3d del metallo sempre più economiche, piccole e veloci. I costi però sono ancora alti, per quello in se delle macchine, sia per i costi di gestione, di approvvigionamento del materiale e di manutenzione. Per ora solo una manifattura o un’azienda di medie dimensioni si può permettere una macchina che stampi il metallo. In ogni caso, per quanto riguarda la produzione di armi, la stampa 3d , anche nel futuro prossimo, sarà utile solo alla produzione di prototipi di nuove armi, mentre la facilità di reperimento di armi sul mercato nero, rende molto più facile ed economica questa via per chi intende possederne una o un arsenale.

progetto pistola 3d

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